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domenica 18 dicembre 2011

Marina e commercio Veneto

Tromba d'aria nella baia di Nizza.

mercoledì 7 dicembre 2011

Stangata sulle barche,rischio fuga «Andranno nell’ex Jugoslavia»

Stangata sulle barche,rischio fuga «Andranno nell’ex Jugoslavia»

Carte nautiche e gps per tracciare la rotta verso l’Istria dalla prossima estate potrebbero non servire più, perlomeno ai possessori d’imbarcazioni sopra i 10 metri che, tra Veneto e Friuli VeneziaGiulia sono oltre 15mila e rappresentano il 75% del fatturato delle darsene. Perché se già da anni le offerte delle nuove marine spuntate qua e là tra Slovenia, Croazia e Montenegro sono sempre più allettanti, l’introduzione della tassa di stazionamento decisa dal governo Monti rischia, con la forza di un soffio di Poseidone, di spostare in un colpo solo i maxiyacht negli attracchi dell’ex Jugoslavia. Ma più che una possibilità, per il veneziano Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas (l’associazione italiana porti turistici) è praticamente una certezza, tanto che alcune agenzie di servizi nautici e broker hanno già iniziato da ieri la spedizione di email pubblicizzando i prezzi vantaggiosi delle marine croate. «Siamo costernati da questa tassa – commenta amareggiato Perocchio – che annienta anni d’investimenti e che cancella la nostra reputazione internazionale. Per Veneto e Friuli poi, è doppiamente penalizzante: non c’è solo l’Istria, con la nuova autostrada per Spalato in un paio d’ore arrivi anche inDalmazia… e pensare che il comprensorio dell’Alto Adriatico era leader nella nautica da diporto e un grande hub per le mete del Mediterraneo». Da 5 euro a 703 euro al giorno, significa che, tanto per fare un esempio, un’imbarcazione da 11 metri pagherà sui 2mila euro all’anno di tassa, mentre un 18 metri può arrivare a pagare 11mila euro. Ai quali ovviamente vanno sommate le spese di darsena, manutenzione e quant’altro. In Croazia la tassa costa dai 125 ai 200 euro e ogni anno la riduzione è del 10%. Considerato che sul mercato attualmente si può comprare un 11 metri a vela usato a 35-40mila euro, il balzello governativo trasforma la barca in un superlusso. «Andava considerata in maniera diversa la distinzione tra vela e motore – ribatte Perocchio – le cilindrate e la vetustà dell’imbarcazione. Tramite Ucina (i costruttori ndr.) e Confturismo stiamo premendo per ottenere queste modifiche. I cantieri nautici sono già alle prese con un calo del fatturato del 70%, penso solo alle difficoltà gruppo Ferretti, questa è la mazzata finale.Dobbiamo finirla di considerare la barca un lusso: parliamo di gente che non ha la casa al mare o inmontagna perchè ama la libertà delle onde, con 100mila euro oggi compri dei 15 metri meravigliosi, eppoi scusatemi, perchè allora non tassiamo chi compra i motorhome da 100 o 200mila euro?». La delocalizzazione nautica, per ragioni di confine, è ancora più sentita in Friuli Venezia Giulia: «Sarà un esodo di massa – evidenzia Maurizio Sponza,

venerdì 28 ottobre 2011

Barca a vela affonda al largo: salvataggio lampo


da il Resto del Carlino.it

Tragedia sfiorata

 A 60 miglia dalla costa di San Benedetto, in acque internazionali. Se la sono vista brutta i due giovani naufraghi
Ambulanza in porto (Foto Sgattoni)
Ambulanza in porto (Foto Sgattoni)
San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 28 ottobre 2011 - Tutti pronti a scattare per l’operazione simulata di soccorso in mare, dopo che un aereo passeggeri era precipitato a 7 miglia dalla costa a largo di San Benedetto, ma all’improvviso la simulazione si è trasformata in operazione reale.
È andata di lusso per due membri d’equipaggio di un’imbarcazione a vela che si sono ritrovati su una scialuppa di salvataggio dopo che il loro scafo, un natante di 18 metri partito dal porto turistico di San Benedetto, è affondato, quando si trovavano ben oltre le acque internazionali, a 62 miglia dalla costa italiana. Sulla Med, questo il nome del natante affondato, l’armatore di Ravenna e il marinaio di Carrara. Si stavano recando in Croazia per motivi turistici.

A dare l’allarme alla centrale operativa della guardia costiera, intorno alle 19 di ieri sera, è stato un amico sambenedettese dell’armatore dell’imbarcazione, con il quale il diportista si è messo in contatto con un telefono satellitare. A quel punto tutto il dispositivo di soccorso simulato è stato sospeso ed è scattata la vera operazione di salvataggio.
La fortuna ha voluto che in quel momento era già in volo l’Atr del nucleo aereo della guardia costiera di Pescara e anche la motovedetta 285 di Ancona, velocissima e attrezzata per le lunghe distanze, ma aveva a bordo i ‘figuranti’ della simulazione e quindi doveva essere la ‘sosia’ del velivolo ammarato, l’obiettivo da ricercare da parte dei soccorritori. L’Atr, dotato di raggi infrarossi, ha individuato i due naufraghi sulla zattera di salvataggio e ha comunicato la posizione della scialuppa. Poiché il punto nave era fuori del compartimento marittimo di San Benedetto, è uscita in mare la motovedetta Cp 292 dal porto di Pescara. Nel frattempo è stato intercettato e dirottato il mercantile Majestic, in navigazione in quella zona, per eseguire il recupero dei naufraghi, avvenuto intorno alle 22 e in seguito trasbordati sulla motovedetta di Pescara.

L’operazione si è conclusa a tarda notte e al momento: non si conoscono i motivi per i quali l’imbarcazione a vela è affondata quando era ormai in acque croate. Sicuramente sulla questione sarà aperta un’inchiesta da parte della capitaneria di porto di San Benedetto che ha coordinato le operazioni appena è scattato l’allarme, ma che in seguito ha dovuto cedere il controllo delle stesse alla capitaneria di Pescara per ragioni di competenza territoriale. I figuranti che si trovavano sulla motovedetta di Ancona sono stati trasbordati su quella di San Benedetto che li ha riportati a terra verso le 21, 20.
Marcello Iezzi

mercoledì 5 ottobre 2011

AGENZIE ISOLE SPARSE VENEXIA: Vendo barca.

AGENZIE ISOLE SPARSE VENEXIA: Vendo barca.

AGENZIE ISOLE SPARSE VENEXIA: Re. Veneta marineria transfrontaliera. Cominciare ...

AGENZIE ISOLE SPARSE VENEXIA: Re. Veneta marineria transfrontaliera. Cominciare ...: I porti turistici come porte d'accesso per lo sviluppo economico e sostenibile dei territori interni. Anche in Adriatico bisogna lanciare il...

Extreme Sailing Series: a Nizza vince Groupe Edmond de Rothschild

Extreme Sailing Series - partenza - ph. Lloyd Images.JPG
03.10.11
da federvela
http://www.federvela.it/node/8906

Calendario regate
http://www.federvela.it/velascuola


by Renato De Paoli (foto repertorio fuori contesto - Istria Rovigno 2011 1_2 ott.  )
Si conclude con la vittoria del team francese Groupe Edmond de Rothschild la settima tappa delle Extreme Sailing Series.
Secondo Artemis Racing (skipper Terry Hutchinson), terzo Alinghi (skipper Tanguy Cariou). Luna Rossa dello skipper Max Sirena chiude al quarto posto, mentre Niceforyou dello skipper Alberto Barovier è undicesimo.
Leader della classifica provvisoria del circuito, quando mancano ancora due tappe, è Groupe Edmond de Rothschild, seguito da Luna Rossa, terzo Emirates Team New Zealand.
I catamarani Extreme 40 torneranno in regata ad Almeria, in Spagna, dal 12 al 16 ottobre, per la penultima tappa. Il circuito 2011 si concluderà dunque a Singapore dal 9 all’11 dicembre.
Extreme Sailing Series Act 7, Nice
Position / Team / Points
1st Groupe Edmond de Rothschild (FRA), Pierre Pennec / Christophe Espagnon / Thierry Fouchier / Hervé Cunningham 229 points
2nd Artemis Racing (SWE), Terry Hutchinson / Sean Clarkson / Morgan Trubovich / Julien Cressant, 228 points
3rd Alinghi (SUI), Tanguy Cariou / Yann Guichard / Nils Frei / Yves Detrey 215.5 points
4th Luna Rossa (ITA), Max Sirena / Paul Campbell-James / Alister Richardson / Manuel Modena 209 points
5th Oman Air (OMA), Ben Ainslie / Kinley Fowler / David Carr / Nasser Al Mashari 185 points
6th Red Bull Extreme Sailing (AUT), Roman Hagara / Hans Peter Steinacher / Will Howden / Craig Monk 179.5 points
7th Emirates Team New Zealand (NZL), Dean Barker / Adam Beashel / Jeremy Lomas / Chris McAsey 163 points
8th Team GAC Pindar (GBR), Ian Williams / Mischa Heemrskerk / Andrew Walsh / Brian MacInnes 160 points
9th The Wave, Muscat (OMA), Leigh McMillan / Kyle Langford / Nick Hutton / Khamis Al Anbouri 156 points
10th Team Extreme Nice Côte d’Azur (FRA), Jean-Pierre Dick / Jérémie Beyou / Billy Besson / Arnaud Jarlegant 119 points
11th Niceforyou (ITA), Alberto Barovier / Stefano Rizzi / Daniele De Luca / Simone de Mari 118 points
Extreme Sailing Series 2011 Overall standings after 7 Acts
Position / Team / Points
1st Groupe Edmond de Rothschild 61 points
2nd Luna Rossa 59 points
3rd Emirates Team New Zealand 54 points
4th The Wave, Muscat 52 points
5th Red Bull Extreme Sailing 49 points
6th Artemis Racing 48 points
7th Alinghi 48 points
8th Oman Air 38 points
9th Team GAC Pindar 21 points
10th Niceforyou 16 points
11th Team Extreme 15 points
Info: http://www.extremesailingseries.com/







martedì 4 ottobre 2011

CROAZIA SPEDIZIONE ETNOGRAFICA VANILLA CAORLE RE.VENETA UNESCO ANIMALI MARINI

Avvistamento e rilievo delle ore 11,15_ 2 ottobre 2011_
a due ore da Parenzo_ Porec_
punto 45°20'12"_13°22'75"
by Renato De Paoli

Sant' Eufrasia Parenzo 
PATRIMONIO DELL'UMANITA' UNESCO
by Renato De Paoli


Basilica di S. Eufrasia, del sesto secolo
(Patrimonio Mondiale UNESCO)
è uno dei più bei monumenti di arte bizantina
che mette in luce i suoi mosaici dorati bizantini
nel transetto centrale,
conosciuta in Istria e all'estero.

Eufrasia
Deriva dal greco eufrosyne, che significa "letizia";
era il nome di una delle tre Grazie.

Santa Eufrasia visse all’inizio del secolo IV;
durante la persecuzione di Massimiano, fu catturata e,
 al suo rifiuto di sacrificare agli dei, fu consegnata ad un "barbaro"
 perché ne abusasse. Eufrasia, che preferiva perdere la vita piuttosto
che la castità, mise in atto quello che gli agiografi chiamano
 "lo stratagemma della vergine" e che è comune ad alcune altre
sante morte allo stesso modo: Eufrasia disse al suo aggressore
di conoscere un unguento capace di rendere invulnerabile il corpo
di chiunque se ne spalmasse e propose al "barbaro" di provarlo
su se stessa. Ingannato dalle parole della santa, egli la colpì
violentemente con la spada, decapitandola.
La costa di Parenzo_Porec inizia a valle del fiume
Quieto a nord.


Dopo 37 km raggiunge il Canale di Leme a sud.
Le località di Parenzo sono Laterna, Cervar-Porat,
Ulika, Matera,
Spadici, Brule, Plava Laguna, Zelena Laguna e
Bijela Uvala.
Fu fondata dai Romani era la colonia di Julia Parentum.

Faceva parte della
Repubblica di Venezia dal 1297 fino al 1797.

http://palomatorrijos.blogspot.com/2010/11/basilica-de-santa-eufrasia-porec.html


giovedì 22 settembre 2011

IDROVIA FERRARA PRONTA ENTRO IL 2015?

L’Idrovia ferrarese presto finirà di essere soltanto una parola scritta sull’acqua e un richiamo perfetto per le polemiche. Lo scontro sulla sua utilità non è destinato a cessare, ma l’avvio dei lavori segnerà una svolta anche nel dibattito che da anni accompagna questa ultima grande opera. Il prima cantiere sarà allestito a Porto Garibaldi nei prossimi giorni e il 27 a Comacchio è prevista la presentazione dei lavori da parte dell’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri, della presidente della Provincia Marcella Zappaterra e del sindaco Paolo Carli.

Il fatto che anche il primo cittadino di Comacchio siederà al tavolo sta a dimostrare che alcune obiezioni sull’Idrovia sono cadute, si sono almeno stemperate oppure sono state sacrificate sull’altare della crisi. In tempi di assoluta magra è difficile sputare su un piatto da 140 milioni di euro.
Lo stesso impianto iniziale del progetto Idrovia è stato modificato: l’investimento non servirà solo a rendere l’asta fluviale da Pontelagoscuro al mare navigabile anche da grandi imbarcazioni per il trasporto merci; una quota rilevante degli interventi è destinata a riqualificazione urbana e ambientale e al turismo, quello nautico soprattutto.
I primi 32 milioni dell’Idrovia saranno spesi tra Porto Garibaldi e Valle Lepri; in particolare sarà raddoppiato il porto canale e potenziata la darsena in funzione diportistica. Vi potranno attraccare anche gli aliscafi, qualora in futuro a qualcuno venisse in mente di aprire una linea marittima con le coste della Croazia. I pescatori di Porto Garibaldi ritenevano che l’arrivo dell’Idrovia potesse risolvere anche i loro problemi logistici, ma così non sarà e questo certo ha pesato sui consensi.
Entro l’anno dovrebbe andare a gara un’altra tranche dei lavori per un importo di 32 milioni, che serviranno in buona parte per costruire il ponte a Final di Rero e il ponte di Ostellato. Il resto, poco meno di 80 milioni di euro, ricadrà quasi tutto su Ferrara, e verrà appaltato in due fasi diverse tra il 2012 e il 2013. Di particolare rilievo urbanistico sarà l’intervento che riguarda S. Giorgio, dove si metterà mano sia al ponte che alla viabilità di questa zona della città.
Gli ottimisti dicono che per il 2015 l’Idrovia potrebbe essere completata

da La Nuova Ferrara

martedì 20 settembre 2011

Salvati da naufragio

UDINE - Hanno salvato due famiglie romane in difficoltà nelle acque del mare greco: si tratta di Andrea Savino - agente effettivo presso il gruppo sportivo delle fiamme oro della Polizia di Stato di Roma-Spinaceto, campione di nuoto della specialità rana - 27 anni di Martignacco (Udine), della fidanzata, Elisa Buda, 23 anni, di Colloredo di Monte Albano (Udine), e di un loro amico, Filippo Brisighelli, 26 anni, di Martignacco. Il fatto risale al 19 agosto ed è avvenuto al largo dell'isola di Meganissi-Lefkada.


by renato de paoli

Al rientro da un giro in gommone, i tre hanno notato una barca in difficoltà a circa 200 metri da una scogliera, che imbarcava acqua e si stava impennando. A bordo due famiglie, 8 persone in totale, 4 adulti, 2 ragazze sui 18 anni e 2 bambini, di 8-10 anni, un maschio e una femmina che non sapeva nuotare. Attirati dai fischi e dai gesti degli otto, i tre ragazzi friulani si sono lanciati in soccorso.



Savino e la fidanzata non hanno esitato a buttarsi in acqua, incuranti del mare mosso con onde alte fino a 2 metri e del rischio di finire sotto l'elica del gommone. In meno di un minuto il natante si è rovesciato, facendo finire in acqua tutti gli occupanti, caricati sul gommone dei friulani e riaccompagnati a terra, a Nidri, dove le due famiglie avevano noleggiato la barca che si è inabissata.



È lì che il terzetto ha affidato i naufraghi alle cure della polizia marittima greca. Da allora, fanno sapere i "salvatori", di loro non hanno avuto più notizie, pur avendo lasciato tutti i propri recapiti.


da Gazzettino.it
Mercoledì 07 Settembre 2011 - 17:44 Ultimo aggiornamento: Giovedì 08 Settembre - 16:55



domenica 18 settembre 2011

SALONE NAUTICO INTERNAZIONALE dal 1° OTTOBRE A GENOVA

ANSA

di Cristina Re
Genova, 17 Set - Vela protagonista al 51/mo Salone Nautico Internazionale di Genova, al via il primo ottobre: avra' uno spazio piu' ampio rispetto alle edizioni passate e i nuovi modelli saranno il doppio rispetto all'anno scorso.
''L'Italia e' leader nella produzione di imbarcazioni a motore - afferma il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni -. Le imbarcazioni a vela rappresentano storicamente circa l'8% della produzione e, in questi ultimi tre anni a numeri ridotti globali, la percentuale e' rimasta quasi invariata. Eppure quest'anno, al Salone, la vela avra' una presenza importante, piu' importante dell'anno scorso. Tant'e' vero che le abbiamo ritagliato una spazio piu' grande, diverso, piu' centrale nella suddivisione merceologica''.
Le barche a vela esposte saranno ben 122. Quest'anno le novita' nel comparto vela rappresentano il 40% delle barche esposte, contro il 20% dell'anno scorso. Un segnale importante, secondo Albertoni, per un settore che pur non essendo il principale in termini di fatturato per l'industria nautica italiana ''accompagna anche socialmente la crescita del comparto''.
A Genova il cantiere Amel presentera' al pubblico la sua ultima novita': Amel 55, ispirato all'Amel 64, una barca a vela da crociera tecnicamente moderna, con un design attuale ed attraente. Per Bavaria sara' l'esordio del nuovo Cruiser 50, progettato dallo Studio di Bruce Farr. Comar Yachts portera' a Genova l'ultimo nato Comet 31, che chiude la nuova gamma delle barche disegnate da Sergio Lupoli, pensato per offrire il massimo del comfort e della maneggevolezza a una famiglia di quattro persone, con possibilita' di 2 posti letto per gli ospiti. In acqua ci sara' anche Comet 100 RS, un ocean cruiser, il primo della serie prodotta dal cantiere nautico di Fiumicino. Dehler presenta al salone di Genova le nuove Dehler 35, Dehler 45 e l'elegante Dehler 41, in anteprima per il mercato italiano. Imbarcazioni in grado di navigare veloci e adatte anche a regate sportive. Tra le caratteristiche di rilievo offerte dal cantiere, carena da regata e alberi in carbonio.
Il cantiere Dinamica Yachts mettera' in vetrina il Dinamica 940, un daysailer che consente di veleggiare senza problemi: non ci sono ne' paterazzo ne' volanti perche' non necessario. Il rullafiocco e' anche fiocco auto-virante. Tutte le manovre sono rinviate nel pozzetto. Anche il bompresso si puo' far uscire e rientrare dal pozzetto. Tra le novita' anche la nuova nata di Dufour Yachts della serie Grand'Large, dedicate alla navigazione costiera, la nuova Dufour 335. Per il cantiere Elan sara' l'esordio del nuovo Impression 394, un cruiser veloce caratterizzato dal design particolare, eccezionale navigabilita' e comfort sia in coperta che all'interno.
Fjord presenta in anteprima italiana il nuovo Fjord 36 open e Hansengroup il Varianta 44, nato dalla matita Judel/Vrolijk & co, scafo leggero dalle linee d'acqua performanti. Il pubblico potra' scoprire a Genova anche Italia 10.98, un progetto nuovo, realizzato da un cantiere, Italia Yachts, forte di cinquant'anni di esperienza: una barca leggera, sicura e molto agile, dal cuore classico racchiuso in linee moderne. Jeanneau, nella gamma vela, porta al salone quattro nuove imbarcazioni: Sun Odyssey 379, Sun Odyssey 439, Sun Odyssey 509, Sun Odyssey 44 DS. Ci sara' poi il nuovo Oyster 625, progettato per apportare alcuni significativi miglioramenti al pedigree gia' di successo degli Oyster 61 e 62. Scafo nuovo piu' performante e maneggevole, firmato da Rob Humphreys, versioni con armamento sportivo, svariate possibilita' di sistemazione degli interni e maggior spazio nella cabina di comando, utilizzando completamente tutte le sezioni di poppa. Debutto a Genova anche per il nuovo Salona 38, del Cantiere Salona Yachts, specializzato nel costruire barche a vela veloci in regata, ma allo stesso tempo confortevoli, facili e sicure per un'utilizzo crocieristico. Nella carellata delle novita', infine, il Vismara V80 Maxi, un'imbarcazione all'avanguardia per stile e contenuti: luce ed aria sono i protagonisti, grazie alle ampie vetrate presenti sia a scafo che sulla tuga.

lunedì 12 settembre 2011

Re. Veneta al via progetto per lo sviluppo transfrontaliero.


I porti turistici come porte d'accesso per lo sviluppo economico e sostenibile dei territori interni. Anche in Adriatico bisogna lanciare il progetto come è stato lanciato nel Tirreno tra Francia e Italia.
 
Con  questo obiettivo le ISRE VENEXIA come proporre un modello del tipo  "Tpe Tourisme, Ports Environnement", per  un progetto interreg strategico che punta a dare un contributo allo sviluppo economico a tutta la marineria diportistica Adriatica con accordi transfrontalieri. Molti stati da coinvolgere dalla Slovienia fino alla Grecia.

venerdì 9 settembre 2011

Ko impianto elettrico, motore non parte, barca a vela in difficoltà. pam pam pam

venerdí 9 settembre 2011, ore 11.28

News
Guardia Costiera: soccorsa barca a vela nello Ionio
Soccorsa nella notte dalla Guardia costiera , a largo della costa ionica calabrese, un’imbarcazione da diporto a vela e motore con due persone a bordo, iscritta a Imperia e in trasferimento da Santa Maria di Leuca a Roccella Jonica, da dove era partita il giorno 6.

L’allarme, lanciato dell’ unità per un guasto all’impianto elettrico e conseguente blocco dell’apparato motore, è pervenuto alla Centrale operativa di Roma che immediatamente lo ha rilanciato alla Capitaneria di Roccella Jonica, da dove una motovedetta si è diretta verso la zona di mare segnalata. Nel contempo, per facilitare le ricerche e ispezionare il tratto di mare interessato, è stato dirottato in zona un velivolo della Guardia Costiera di Pescara, già in volo per attività operative. Alle 23.00 l’imbarcazione veniva individuata e successivamente raggiunta dalla Motovedetta che ha constatato la reale situazione e rassicurato i due diportisti, marito e moglie, in evidente stato d’agitazione. L’equipaggio della Guardia Costiera, nell’impossibilità di effettuare un trasbordo a causa del mare molto mosso, sta scortando l’unità da diporto – che procede a vela - verso il porto di Roccella dove è previsto l’arrivo in tarda mattinata.

da : http://www.italiavela.it/

Cosa succede se si manda un allarme sbagliato. Si rischia denuncia per procurato allarme. 
Leggi a questo link. 
http://www.gommonauti.it/ptopic18710.html


venerdì 19 agosto 2011

ESPLOSIONE IN BARCA DA GAZZETTINO.IT

VERONA - Una turista straniera è rimasta ferita dall'esplosione di una barca dopo aver fatto rifornimento nel porto di Peschiera del Garda (Verona). L'incidente, che poteva avere conseguenze più gravi, è avvenuto mentre l'imbarcazione, presa a noleggio dalla coppia di turisti - due coniugi tedeschi di 44 e 41 anni -, si apprestava a lasciare la banchina dopo avere fatto rifornimento di carburante.

Al momento dell'esplosione della barca - un cinque metri con motore entrofuoribordo - l'uomo si trovava sulla banchina, fuori dall'imbarcazione, mentre la donna, che era a bordo del natante, è stata sbalzata fuori dallo spostamento d'aria. La turista è stata soccorsa e portata all'ospedale di Peschiera del Garda, dove è stata ricoverata. Sul suo corpo non sarebbero state riscontrate ustioni.
Giovedì 18 Agosto 2011 - 18:45    Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Agosto - 16:31

Padova Gazzettino.it Velisti uccisi da pirata del mare.

Andava troppo veloce: fermato il tycoon
croato che ha speronato i padovani

Il fuoribordo dell'imprenditore viaggiava a 20 nodi in una zona
dove il limite è di 5. Nell'incidente sono morti marito e moglie

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PADOVA - Ha trascorso la notte in questura Tomislav Horvatincic, l'imprenditore croato che ieri a bordo del suo motoscafo si è scontrato con una barca a vela provocando la morte di due coniugi padovani. E oggi pomeriggio il giudice istruttore dovrà decidere se prolungare e di quanto lo stato di fermo: secondo i primi accertamenti della capitaneria di porto Horvatincic avrebbe superato di molto il limite di velocità. «Per ora tutto indica che il fuoribordo di Horvatincic era dentro la zona di 300 metri e si muoveva ad una velocità di circa 20 nodi, mentre il limite è di cinque», ha spiegato Boris Seljanovski, della capitaneria di porto di Sebenico.

L'incidente è accaduto ieri verso mezzogiorno, nei pressi dell'isolotto Maslinovnik, vicino a Sebenico, in Dalmazia. Per ora si sa che il fuoribordo dell'imprenditore croato, lungo 12 metri, ha urtato in piena velocità il lato sinistro della poppa della barca italiana, la "Santa Pazienza", proprio nel punto dove in quel momento si trovavano i due coniugi padovani, Francesco Salpietro e Marinelda Patella.

In un comunicato diffuso ieri l'imprenditore aveva ammesso di essere stato lui alla guida dell'imbarcazione sostenendo però che si era guastato l'autopilota e di «aver fatto tutto il possibile per avvertire le persone sulla barca a vela del pericolo imminente».

Horvatincic (63 anni), uno dei più conosciuti uomini d'affari in Croazia, e opera da tempo nel settore edile. L'imprenditore, scrive oggi la stampa croata, in un incidente stradale nel 1980 ha provocato la morte una donna di 75 anni e gravemente ferito un'altra. Per questo è stato condannato a due anni di condizionale, benché fosse scappato dal luogo del incidente.
Mercoledì 17 Agosto 2011 - 13:41    Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Agosto - 16:04

  Sono presenti     12 COMMENTI VISUALIZZA TUTTI I COMMENTIDISCUSSIONE CHIUSA
3 morti sulla cosienza..
Cavolo ne ha gia' "tolti" di mezzo 3...sarebbe il caso di sospendere a vita l'uso di qualsiasi mezzo di locomozione a questo personaggio imbranato e incosciente!
commento inviato il 18-08-2011 alle 10:41 da groton
 

le indiscrezioni parlano che il giovanotto era troppo occupato con la sua nuova ragazza e che barca a vela la vista solo al momento di colisione.
se l aveva vista poteva spegnere il pilota automatico e motoscaffo si avrebbe probabilmente fermato,o poeva spegnere motore.
cmq.gente del mare dice che ha abastanza di questi skipper/capitani del weekend o estate che non oservano nessuna regola.
quanto rigurda i controli il fatto sta che per disinteresamento o negligenza solo l ano pasato e stata istituita guardia costiera e sono stati ordinati un centinaio di imbarchazioni per essa.e solo quest hanno polizia si e dottat di qualche nave in piu.prima della disuluuzione dela ex jugoslavia il compito di guardia costiera aveva la marina militare e si sono portati tutte le navi nel montenegro.

sara il caso ma cmq.e incredibile il numeroi di incidenti dove sono cinvolti i padovani.qulche hanno fa un giovane impreditore padovano ha speronao una barca ha vela olandese,con un morto.anno scorso un motoscafo guidato da un padovano ha preso in pieno un gomone calato da un yaht padovana con tre bambini ucidendone uno e ferendo gravemente due.
commento inviato il 18-08-2011 alle 08:51 da istriano
 
se fosse capitato....
frequento spesso la croazia in barca, vedremo come andrà a finire se fosse stato l'inverso incidente, agli italiani ,gli davano le chiavi del carcere di cioccolato...vedremo cosa faranno al paesano croato...bhà poveri cristi morti....
commento inviato il 17-08-2011 alle 20:32 da Aldo
 
precisazioni
Direi di non chiamare fuoribordo la barca dell'imprenditore croato.E' un potente cabinato con motori entrobordo di circa 12 /13 metri con 2 motori di almeno 300 hp l'uno.Detto questo ,le sue giustificazioni sono puerili poichè per disingaggiare un pilota automatico basta una frazione di secondo,e per tirare indietro le manette degli acceleratori di tempo ce ne vuole ancora meno.La barca a vela è completamente distrutta,colpita a poppa lato sinistro l'albero spezzato in due tronconi e persino la coperta a prora è stata divelta.Il motoscafo ha naturalmente la prora danneggiata ma perfino le eliche sono storte a testimoniare che lo scafo è salito completamente sulla balca a vela.Quest'uomo quando si è accorto cosa aveva combinato due persone erano già morte.L'urto è stato violentisimo e nulla è intervenuto per attenuare lo scontro.
commento inviato il 17-08-2011 alle 19:46 da bac42
 
non solo reato di omicidio stradale....
... anche il reato di omicidio nautico ci vuole !!!!
Comunque se si volesse veramente evitare questi assassinii basterebbe fabbricare auto e barche che abbiano un limite basso di velocità e dei sensori che intervengano e fermino i mezzi quando i guidatori fanno manovre azzardate o sono ubriachi o drogati ! E' così semplice... si risparmierebbero anche tanti soldi sui soccorsi !
commento inviato il 17-08-2011 alle 16:43 da streg

 

 

Velisti morti, imprenditore sotto inchiesta:
aveva già provocato un incidente mortale

Un sottosegretario croato accusa il tycoon, che ora rischia
fino a 10 anni di carcere: «Comportamenti inaccettabili»

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PADOVA - L'imprenditore croato Tomislav Horvatincic, sotto inchiesta in Croazia per la morte di due velisti di Padova, Francesco Salpietro e Marinelda Patella, deceduti nello scontro tra barche in Dalmazia due giorni fa, avrebbe guidato il suo motoscafo «in modo arrogante e irresponsabile». Lo ha dichiarato oggi alla stampa il sottosegretario al Mare e ai Trasporti, Mario Babic, a capo di una commissione d'inchiesta formata per accertare la dinamica dell'incidente.

«Non vorrei in nessun modo pregiudicare né l'inchiesta della polizia né quella del ministero, ma a titolo personale posso dire che alcune delle cose accadute sono totalmente inaccettabili», ha detto Babic al quotidiano di Fiume Novi list, respingendo l'idea che ci sia qualcuno che vuole proteggere Horvatincic. «Come primo è stato già accertato che il fuoribordo di Horvatincic si trovava a duecento metri dalla costa, dove non sarebbe dovuto essere, e sembra che si muovesse ad un'altissima velocità». Inoltre, ha aggiunto, «in quella posizione è proibito l'uso dell'autopilota, e infine non vedo nessuna ragione perché avrebbe dovuto tentare di comunicare con la barca a vela, bastava che spegnesse il motore, l'imbarcazione si sarebbe fermata quasi subito e probabilmente non sarebbe successo nulla».

Intanto la polizia ha sporto denuncia contro l'imprenditore «per aver causato un incidente in mare con conseguenze mortali», reato per il quale è prevista una pena fino a dieci anni di carcere. Horvatincic è apparso ieri davanti al giudice istruttore che ha deciso di trattenerlo ancora per 48 ore, fino alla conclusione dell'inchiesta. Intanto la stampa croata, dopo aver ricordato ieri che nel 1980 l'imprenditore ha causato un incidente d'auto in cui è morta una donna, oggi svela che nel 1989 avrebbe investito un'altra donna, ma il caso, tutto da verificare, non avrebbe avuto un risvolto giudiziario. In un altro incidente due anni fa, anch'esso causato da Horvatincic in auto, sono rimaste lievemente ferite quattro persone.
Giovedì 18 Agosto 2011 - 15:14    Ultimo aggiornamento: 16:08

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ogni stato ha le sue regole d'oro,e chi ha l'oro fa le regole...
commento inviato il 19-08-2011 alle 12:24 da gdred54

sembra che e solo il caso che non ci sono stati piu incidenti cosi.li vicino qualche giorno fa un motoscaffo ha sorvolato la barca a vela di una famiglia italiana di 6 membri.e i bambini sono ancora sotto schok in ospedale.
poi un vellista in ultimo momento e riuscito a mettersi in salvo da una megayaht su qui faccievano un party e non lo avevano nemeno notato.

cmq.esperti dicono che horvaticich probabilmente e stato preso da panico e non e riuscitoha reagire.ma cmq.e dirotato il motoscafo verso isola per salvarla di finire sul fondo!e i giornaqlisti hanno fatto un test e hanno spento i motori andando a 26 nodi e si sono fermati in 5 metri!
commento inviato il 19-08-2011 alle 10:50 da istriano
Personaggio da Billionaire e da Playboy
Il mese di Giugno l'edizione croata di Playboy gli ha dedicato un servizio con richiamo in copertina.
Evidentemente è una persona che fa dell'esibizione un modo d'essere ed è pertanto difficile pensare da un semplice incidente ma si è trattato, con più probabilità, di una mal riuscita spacconata.
Chissà se gli faranno una legge "ad personam" o se i croati ci tengono di più ad entrare nell'Unione che a difendere simili personaggi.
commento inviato il 18-08-2011 alle 23:18 da Giuseppe
velisti
pena prevista fino a 10 anni? ma dai le bustarelle ci sono qua figuriamoci in quei paesi chi comanda ( il dio granella cari )
commento inviato il 18-08-2011 alle 20:12 da turista
Arroganza
Non occorre un megayacht per essere cafoni: basta anche una moto d'acqua condotta in dispregio di leggi e buonsenso per esserlo. Quanti ne vediamo sfrecciare in mare sfiorando velisti e bagnanti così, tanto per far figo? Se quando tornano a terra gli sequestrassero il natante per tutta la stagione, non imparerebbero sicuramente nulla, (cafoni si nasce), ma almeno non sarebbero più un pericolo. Purtroppo le nostre leggi non seguono l'evoluzione della società e dei suoi comportamenti, (sono sicuro che specialmente quelle riguardanti il mare per la maggior parte sono dell'800), di conseguenza, lo vediamo ogni giorno in caso d'incidenti causati da drogati alcolizzati, le pene sono irrisorie e lasciano il delinquente libero di ricominciare. Sarebbe troppo sperare che prima o poi nasca un parlamento proiettato verso l'esigenze dei cittadini?
commento inviato il 18-08-2011 alle 18:41 da ciaciovenexian

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martedì 16 agosto 2011

INCIDENTI MORTALI IN MARE

http://www.universy.it/2011/08/incidente-in-mare-33enne-muore-incastrata-nellelica-del-gommone/

Incidente ieri sera sulle acque di Capo d’Orso, nel golfo di Salerno, tra un gommone e una piccola imbarcazione.


Da quanto appreso dalle prime ricostruzioni, il gommone, che stava procedendo ad elevata velocità, si è scontrato con un’imbarcazione di 12 metri.

Il violento urto ha sbalzato in mare i quattro occupanti del gommone: per tre di loro è stato più lo spavento che altro, per S.P., ragazza 33enne di Salerno, la sorte, invece, non è stata così benevola.

Il suo costume è rimasto incastrato nell’elica, ferma, del gommone e la donna, probabilmente priva di sensi, non è riuscita a riemergere dalle acque. Nonostante il rapido intervento dei militari della Capitaneria di Porto, che si trovavano nelle vicinanze per controlli in mare, che hanno prontamente liberato la donna e tentato di rianimarla, inutile si è rivelata la corsa all’ospedale di Castiglione di Ravello, S.P. è morta prima dell’arrivo al nosocomio.

Disposta dalla magistratura l’autopsia sul cadavere mentre si sta lavorando per la ricostruzione della dinamica dell’incidente.